La Soprintendenza - Chi siamo

La Soprintendenza archivistica per la Sardegna è un Ufficio periferico del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Opera su tutto il territorio della regione con il compito di vigilare sul patrimonio archivistico non statale e quindi:

L'attenzione della Soprintendenza è rivolta anche agli archivi ecclesiastici, sui quali, comunque, la Chiesa mantiene competenza primaria.

La Soprintendenza vigila inoltre sul commercio dei documenti, tutela gli atti dello Stato che si trovino fuori degli archivi statali e i documenti degli enti pubblici che si trovino in possesso di altri.

La sua azione di controllo garantisce che gli archivi abbiano il trattamento adeguato alla loro condizione di beni culturali, che siano liberamente accessibili e consultabili, e che non se ne faccia un uso illecito.

  

Ha la sua sede in un elegante edificio in stile liberty, conosciuto a Cagliari Foto storicacome Palazzo Barrago. In realtà il palazzo si dovrebbe chiamare più correttamente Casaccia, dal nome del suo primo proprietario, l'imprenditore ligure Agostino Casaccia, che lo fece edificare tra il 1913 e il 1915: le sue iniziali "A C" sono ancora ben visibili nell'elemento in terracotta posto sopra l'ingresso principale.Monogramma Casaccia

A quell'epoca il Casaccia si trovava a Cagliari per impiantarvi un'attività vinicola e vi rimase per alcuni anni, insieme alla numerosa famiglia che lo aveva seguito e per la quale fece costruire questa palazzina nella zona di Villanova, allora periferica.

Esauriti i suoi interessi nell'isola, nel 1923 l'imprenditore tornò nella sua terra d'origine e la palazzina venne data in affitto almeno fino all'inizio della guerra, quando le difficoltà nei collegamenti resero difficile ad Agostino Casaccia di occuparsi dei suoi beni in Sardegna e lo costrinsero a disfarsene. Il nuovo proprietario, Francesco Barrago, morì poco dopo l'acquisto, nel 1955, lasciando eredi i suoi figli Antonio e Fedele.

Nel 1974, lo Stato dichiarò l'edificio di notevole interesse storico, in quanto apprezzabile esempio di architettura liberty, ormai quasi del tutto scomparsa nel capoluogo e quando, qualche anno dopo, i fratelli Barrago decisero di vendere la palazzina, il vincolo architettonico posto sul bene, permise alla Soprintendenza per i Beni Ambientali di esercitare il diritto di prelazione.

Il cosiddetto Palazzo Barrago passò quindi al demanio statale e fu destinato a sede della Soprintendenza archivistica che poté prenderne possesso nel 1996, a conclusione di un lungo intervento di restauro.Scala interna

La costruzione si sviluppa su due piani, collegati da un'elegante scalinata che, insieme ai decori dei prospetti su strada, costituisce un preciso riferimento allo stile costruttivo originario. In particolare, le decorazioni in terracotta che ornano la facciata principale rappresentano uno dei migliori esempi cittadini dell'uso, molto comune all'epoca, di questa tecnica di abbellimento "povera".Decorazione esterna in terracotta

La sede della Soprintendenza è facilmente raggiungibile. Via Marche è servita, infatti, da diversi mezzi pubblici (linea 6, 13, M del CTM).

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Foto storica della Birreria Ichnusa e scorcio casa Casaccia negli anni '20 del NovecentoIl monogramma di Agostino Casaccia inserito nella facciata della sedeParticolare dell'atrio di ingresso della sedeProtomi, elemento decorativo della facciata di gusto libertyFacciata della sede della Soprintendenza

 

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Ogni prima domenica del mese ingresso
GRATUITO in tutti i luoghi
della cultura statali

 

 

 


Soprintendenza Archivistica della Sardegna
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pagina creata il 21/11/2012, ultima modifica 16/12/2016